Reverse per Metalmont

Direttore tecnico: come Metalmont ha trovato con noi il profilo che stava cercando per ridefinire la sua struttura

Indice dei contenuti

Il cliente

La sfida

L'approccio

I risultati

Key takeaways

Il cliente: azienda metalmeccanica B2B, mercato internazionale e cultura costruita attorno alle persone

Metalmont nasce nel 1986 a Revine Lago, in provincia di Treviso, come azienda di subfornitura metalmeccanica. Per i suoi primi vent'anni produce componenti per conto terzi (automotive, mobili, caldaie) e costruisce un DNA solido attorno al saper fare. La svolta arriva alla fine degli anni Novanta, quando l'azienda sviluppa la sua prima macchina per lo svuotamento dei silos. Da quel momento Metalmont diventa un'azienda di prodotto, con un marchio proprio, e il principio guida si sposta dall'efficienza produttiva all'efficacia progettuale.

Oggi Metalmont progetta, produce e commercializza macchine per la movimentazione dei cereali all'interno degli impianti di stoccaggio. Un mercato di nicchia, altamente tecnico, dove competere richiede precisione ingegneristica e capacità di muoversi su scala internazionale.

Da quando Iacopo Meghini, CEO di Metalmont, è entrato in azienda portando con sé vent'anni di esperienza in grandi multinazionali, Metalmont ha cambiato faccia: team internazionale, una cultura costruita attorno all'iniziativa e alla disponibilità a sbagliare. Quarant'anni di storia alle spalle, ma un modo di lavorare che Iacopo Meghini definisce senza esitazione "da startup".

La sfida: trovare un profilo tecnico specialistico con un fit culturale non negoziabile

1.1 Una figura apicale: un errore di selezione avrebbe avuto effetti a cascata su tutta la struttura

Il Direttore Tecnico in Metalmont non è una figura operativa tra le altre. È la persona intorno a cui ruota l'intera struttura tecnica: stabilisce le priorità, definisce gli standard, dà la direzione. In un'azienda di trenta persone che compete su mercati internazionali con tecnologia proprietaria, una scelta sbagliata su quel ruolo avrebbe avuto un impatto immediato e diffuso su tutto ciò che viene prodotto e venduto.

Iacopo Meghini descrive così il ruolo: "È la figura intorno a cui ruota tutta la struttura tecnica. Deve essere fortemente autorevole, con una visione chiara e la capacità di guidare senza essere condizionata dalle pressioni del momento."

La posta in gioco era trovare la persona che avrebbe dato forma alla struttura tecnica dell'azienda per gli anni successivi.

1.2 Forte tecnicamente, compatibile culturalmente: trovare entrambe le cose nello stesso profilo

Il Direttore Tecnico di Metalmont doveva soddisfare due requisiti distinti. Il primo era tecnico: competenze solide e verificabili in un dominio specialistico, in un settore dove l'approssimazione non è tollerata. Il secondo era culturale: la capacità di lavorare in un'azienda internazionale, con un team abituato a prendere iniziative, a sbagliare senza che l'errore diventi un problema, a operare con autonomia dentro un perimetro definito.

Le due dimensioni non si escludono, ma non è scontato trovarle insieme. E in una realtà come Metalmont, dove la cultura aziendale è parte integrante del modo di lavorare, un profilo tecnicamente eccellente ma culturalmente distante avrebbe faticato a portare il contributo atteso.

L'approccio: rosa calibrata sul fit culturale, verifica tecnica esterna delle competenze dichiarate

2.1 Leggere il cliente prima di aprire la ricerca

Prima ancora che la ricerca partisse ufficialmente, Reverse ha dedicato tempo a capire con chi stava parlando. Iacopo Meghini ragionava sulla persona prima che sulla cifra, con priorità chiare su ciò che non era negoziabile. Un interlocutore che ha saputo comunicare quelle priorità con chiarezza, e che era disposto a ragionare fuori dai parametri standard quando il profilo lo giustificava.

Quella combinazione, un metodo solido da un lato e un cliente aperto dall'altro, si è tradotta in scelte concrete: in alcuni casi i profili presentati uscivano dal budget RAL concordato, perché Reverse aveva capito che per Iacopo Meghini il costo era un parametro su cui ragionare, non un limite invalicabile. "Se hai davanti qualcuno molto in gamba che costa di più, ragioni sulla persona e non sulla cifra." 

2.2 La verifica tecnica delle competenze dichiarate: cosa distingue Reverse da altri Head Hunter su profili specialistici

Tra gli elementi che Iacopo Meghini ha trovato distintivi rispetto ad altre esperienze di selezione, comprese quelle con società di recruitment consolidate, uno ha pesato più degli altri. Lo ha descritto così: "Una cosa che ho trovato decisamente distintiva è che voi, quando proponete una persona tecnica, la fate valutare da un esperto del settore che possa dire: sì, le conoscenze che vanta nel curriculum sono effettivamente dimostrabili."

Questo è uno degli elementi centrali del modello di Recruiting Collaborativo® di Reverse: ogni profilo tecnico viene valutato da uno Scout, un professionista con esperienza diretta nel settore del cliente, in grado di verificare nel merito le competenze dichiarate. Per chi seleziona profili altamente specializzati senza avere internamente le competenze per farlo, la differenza è sostanziale: non ci si affida a un curriculum, si sa davvero chi si sta assumendo.

2.3 Sette profili, tre in shortlist, un inserimento: tempi rapidi su una ricerca complessa

Iacopo Meghini ha sintetizzato l'approccio di Reverse con queste parole: "ingegneristico con una forte componente umanistica". Un processo con una logica chiara (funnel, shortlist, risultati verificabili a ogni passo) che non ha mai perso di vista che al centro ci sono le persone, non le specifiche.

La selezione è partita da circa sette profili. Dalla prima shortlist di tre, uno si è distinto subito come il più vicino alle caratteristiche cercate: competenze tecniche certificate e compatibilità con la cultura di Metalmont. Il processo si è chiuso in tempi che, per la complessità della ricerca, Iacopo Meghini non dava per scontati.

I risultati: inserimento completato, collaborazione che continua

Il risultato non è stato solo il candidato inserito. È stata la conferma che un processo di selezione ben costruito può essere veloce senza diventare superficiale, e specifico senza diventare rigido. Reverse ha tenuto insieme la precisione di un processo strutturato e la flessibilità necessaria per valutare qualcosa che non si misura su un CV: la compatibilità tra una persona e una cultura aziendale specifica.

Va detto che certi risultati nascono anche dalla fiducia che si crea tra cliente e fornitore. Iacopo Meghini ha portato nella selezione chiarezza sulle priorità, disponibilità a ragionare oltre i parametri formali e una visione precisa di cosa cercava, non solo in termini tecnici. Quella collaborazione attiva ha reso il lavoro di Reverse più efficace e ha tessuto le basi per una collaborazione duratura.

Key takeaways: cosa tenere a mente quando si cerca un ruolo che ridefinisce la struttura

Prima di aprire il mandato, è necessario capire davvero che ruolo si sta cercando. Non tutte le selezioni hanno lo stesso peso organizzativo. Quando la figura cercata è quella che stabilisce le priorità tecniche per tutti, il brief con cui si apre la ricerca deve riflettere quella responsabilità: il tipo di autorevolezza richiesta, le dinamiche interne su cui quella persona dovrà incidere, il profilo di rischio se la scelta è sbagliata. Un partner che tratta quella ricerca come le altre probabilmente consegnerà una rosa come le altre.

Il fit culturale non si verifica a valle: si cerca dall'inizio. Per aziende con una cultura forte, trovare qualcuno tecnicamente adeguato è spesso il problema meno complesso. Il vero filtro è capire se quella persona sa lavorare in quell'ambiente specifico. Questo richiede un partner che abbia capito come funziona l'azienda prima ancora di costruire la rosa.

Sui profili tecnici specialistici, valutare bene le competenze richiede un professionista del settore. Non basta leggere un curriculum: serve qualcuno che abbia lavorato in quel mondo e sappia distinguere la padronanza reale dalla familiarità superficiale. Reverse lo fa attraverso il Recruiting Collaborativo®, coinvolgendo Scout tecnici di settore nella valutazione dei candidati. È una scelta metodologica che alza la qualità della decisione finale, indipendentemente dalle competenze interne di chi seleziona.

Stare dentro i parametri formali non è sempre la scelta giusta. Reverse ha presentato profili oltre il budget RAL concordato perché aveva capito le priorità reali del cliente. Un partner che si limita a rispettare i parametri formali consegna una rosa tecnicamente corretta ma strategicamente povera.

Un processo ben costruito è naturalmente veloce. Con un brief preciso, una shortlist centrata e una verifica tecnica affidabile, i tempi si accorciano perché ogni passaggio porta a una decision, e evita un'ulteriore valutazione.

Reverse

Cerchi personale qualificato?

Richiedi un incontro con un esperto per trovare personale qualificato o per conoscere meglio il nostro servizio di Headhunting.

Contattaci
Reverse

La newsletter
per HR Manager

Ricevi ogni mese aggiornamenti utili per chi si occupa di Risorse Umane nelle aziende di oggi.